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Parco degli Etruschi

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La casa etrusca

Accesa, Quartiere C

Accesa, Quartiere C

I quartieri abitativi dell’Accesa e la casa dell’Impluvium a Roselle sono esempi dell’interesse degli ultimi trenta anni nei confronti dello scavo di aree abitate di epoca etrusca. Un tema a lungo trascurato, al contrario delle necropoli, meglio conservate perché non obliterate da sviluppi insediativi successivi e dunque più facilmente accessibili. Purtroppo, però, non esiste una “Pompei etrusca” e quindi molte informazioni sulle case di questo periodo debbono fondarsi su fonti diverse dai soli scavi di abitazioni. Può sembrare un paradosso, ma per conoscere le case, bisogna osservare le tombe.

Gli Etruschi costruirono essenzialmente in legno e mattoni crudi,  usando la pietra quasi esclusivamente nelle fondazioni, nelle mura delle città e nei podii dei templi. Quindi, non essendo giunto sino a noi nessun elevato, le informazioni su abitazioni costruite con materiali così deperibili si possono desumere dall’osservazione dello sviluppo planimetrico e dal ritrovamento di eventuali decorazioni.

Molto utili sono perciò i dati provenienti dalle necropoli: dall’analisi della struttura interna di alcune tombe ricaviamo ipotesi sull'articolazione degli spazi interni in un' abitazione; mentre per conoscerne l’aspetto esterno ci si rifà all'esempio delle urne cinerarie fatte a forma di capanna o di casa.

Ecco, brevemente, lo sviluppo della casa di epoca etrusca.

Nel periodo villanoviano (fine IX –VIII secolo a.C.) esiste la capanna di forma circolare o ellissoidale costruita con pali di legno, pareti in argilla e graticcio di canne con tetto a doppio spiovente fatto di paglia. C'è un solo ambiente, la porta è sul lato breve  e sui lati lunghi ci sono le finestre e gli sfiatatoi per il fumo.

Intorno alla metà del VII secolo a.C. si verifica il passaggio alle abitazioni in muratura, fatte costruire dal ceto più abbiente: esse hanno fondazioni in blocchi di pietra, una o più stanze allineate, muri in mattoni crudi e tetto a doppio spiovente con copertura di tegole. In alcuni casi, nei palazzi costruiti dal ceto aristocratico di recente formazione, è presente, oltre ad un maggior numero di stanze, anche una ricca decorazione architettonica.

A partire dal VI secolo a.C. inizia ad affermarsi un modello di casa che troverà il suo ulteriore sviluppo in epoca romana: la casa ad atrio. In questa struttura le stanze si raggruppano intorno ad un cortile centrale porticato con pozzo per la raccolta delle acque. Se ne hanno esempi a Roselle, nella casa dell’Impluvium e a Marzabotto, in Emilia.

La casa etrusca

I quartieri abitativi dell’Accesa e la casa...

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Accesa, Quartiere A

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Organizzazione dei quartieri residenziali del Parco dell’Accesa (mappa interattiva)

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